Posts contrassegnato dai tag ‘today’

!!!ENGLISH!!!

Torno a proporre oggi un altro di quei cantautori milanesi che hanno dato un contributo enorme alla musica italiana, alla nostra cultura, ponendo sempre un’attenzione particolare ai contenuti. Enzo Jannacci ha sempre proposto nella sua carriera un tipo di canzone che è un po’ anche cabaret. Arrangiamenti spesso influenzati dal jazz, genere che gli è caro, ritornelli coinvolgenti e testi carichi di ironia uniti a un largo uso del nonsense, nascondendo spesso significati ben più profondi. Parlare Con I Limoni è un esempio del suo stile e una critica negativa alla musica vuota di contenuti; la canzone, che dà anche il titolo all’album del 1987, contiene una dedica a Luigi Tenco.

Lyrics

Io, io e te, che guardi le mie rughe
io, io e te, che mangi le mie acciughe
eh….sei sempre lì a parlare dell’età
ma è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
ma è proprio necessario poi?
variare uno vario vario vario come me eh eh eh eh
eh eh eh che bella quella canzone…
che parla della pioggia, della Francia e non fa confusione
eh….in mezzo a tutta ‘sta ignoranza è facile anche dire
è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
tutto da dimostrare e poi?
che è vero, sì che è vero è vero è vero

che verrà il giorno che spariranno tutti i rompicoglioni, sì
io sarò pronto lì a parlare con i limoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia da sotto in su
uno che canta solo I love you
quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
una vita intera per rincorrere due o tre illusioni
uno che scappa, uno che grida,
uno che guida ma non si fida,
uno che scrive no con l’accento,
poi fa l’amore per il momento, no!

Sì, sì lo so, lo so, c’è la crema per le rughe
sì, sì lo so, c’è anche la crema per le acciughe, e allora?
e in mezzo a tutta ‘sta ignoranza è facile anche dire
è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
tutto da dimostrare e poi?
variare uno vario vario vario come me eh eh eh eh
eh eh eh uh…che bella quella canzone…
che parla della Francia, della pioggia e non fa confusione
e in mezzo a tutto ‘sto casino è facile anche dire
è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
tutto da dimostrare e poi?
se è vero, sì che è vero è vero è vero

che verrà il giorno che spariranno tutti i rumori
da un giorno all’altro sei lì a parlare con i limoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia da sotto in su
uno che canta solo I love you
quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
al mio amico Tenco non gli han fatto vedere neanche i limoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia di sotto in su
e tutti che cantano I love you, eh……….!

quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
al mio amico Gaber non gli han mai perdonato di aver fatto canzoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia da sotto in su
e tutti che cantano I love you!

!!!ENGLISH!!!

Oggi facciamo un tuffo in quel celebre mix di blues e country che diede origine al rock, anche grazie all’autore della canzone di oggi, che è considerato l’inventore di quel nuovo utilizzo delle scale pentatoniche sulla chitarra che spesso prevede di suonare due corde alla volta, e che sarà di ispirazione per un enorme numero di chitarristi rock. In sostanza il ruolo fondamentale delle chitarre elettriche nel rock si deve molto anche a Chuck Berry. Roll Over Beethoven è uno dei pezzi più famosi dell’artista americano, racchiude anche nel testo l’intenzione di fare del rock la nuova musica classica e diventa subito una delle sue pietre miliari. Pubblicata come singolo per la prima volta nel 1956, sarà poi suonato da molti artisti, tra cui i beatles. Questo video è una esecuzione live del 1972 a Londra.

Lyrics

I’m gonna write a little letter,
Gonna mail it to my local DJ.
Yeah an’ it’s a jumpin’ little record
I want my jockey to play.
Roll Over Beethoven, I gotta hear it again today.You know, my temperature’s risin’
The jukebox’s blowin’ a fuse.
My heart’s beatin’ rhythm
And my soul keeps a-singin’ the blues.
Roll Over Beethoven and tell Tschaikowsky the news.I got the rockin’ pneumonia,
I need a shot of rhythm and blues.
I caught the rollin’ arthiritis
Sittin’ down at a rhythm review.
Roll Over Beethoven they’re rockin’ in two by two.
Well, if you feelin’ like it
Go get your lover, then reel and rock it.
Roll it over and move on up just
A trifle further and reel and rock with it,
Roll it over,
Roll Over Beethoven, dig these rhythm and blues.Well, early in the mornin’ I’m a-givin’ you a warnin’
Don’t you step on my blue suede shoes.
Hey diddle diddle, I am playin’ my fiddle,
Ain’t got nothin’ to lose.
Roll Over Beethoven and tell Tschaikowsky the news.You know she wiggles like a glow worm,
Dance like a spinnin’ top.
She got a crazy partner,
Ya oughta see ‘em reel and rock.
Long as she got a dime the music wont never stop.Roll Over Beethoven,
Roll Over Beethoven,
Roll Over Beethoven,
Roll Over Beethoven,
Roll Over Beethoven, dig these rhythm and blues.

!!!ENGLISH!!!

Gran bel video quello di oggi, realizzato dal regista Jonathan Glazer per i Radiohead, nel 1997. La canzone è un singolo di successo che senz’altro conoscete e fa parte dell’album OK Computer, che a detta di molti è uno degli più bei dischi rock di sempre. E’ il terzo lavoro in studio per il gruppo di Oxford guidato da Thom Yorke, e dopo la sua pubblicazione la fama della band esplose.

Secondo lo stesso regista Glazer il video non è riuscito con la drammaticità che voleva ottenere, ma i riconoscimenti non sono mancati. E anche per i Radiohead il periodo d’oro era solo all’inizio…

Lyrics

Karma police, arrest this man
He talks in maths
He buzzes like a fridge
He’s like a detuned radio

Karma police, arrest this girl
Her Hitler hairdo is
Making me feel ill
And we have crashed her party

This is what you get
This is what you get
This is what you get when you mess with us

Karma police
I’ve given all I can
It’s not enough
I’ve given all I can
But we’re still on the payroll

This is what you get
This is what you get
This is what you get when you mess with us

And for a minute there, I lost myself, I lost myself
Phew, for a minute there, I lost myself, I lost myself

For for a minute there, I lost myself, I lost myself
Phew, for a minute there, I lost myself, I lost myself

!!!ENGLISH!!!

Settima traccia dell’album che porta lo stesso titolo, Anima Latina è un concentrato di suoni latini e rock progressivo. Siamo nel 1974, e per Battisti quest’album è una svolta rispetto ai precedenti: sperimenta di più, dà più spazio a parti orchestrali e strutture non tradizionali. La canzone di oggi ad esempio ha solo una parte cantata nel mezzo, preceduta da una lunga intro strumentale e seguita da cori e danze che ci portano dritti tra i brasiliani più poveri eppure allegri delle periferie. Trovo questo testo di Mogol splendido, per quanto breve. Non c’è un vero video, ovviamente, ma vi propongo un ascolto attento e consiglio vivamente l’album, che è davvero geniale.

Lyrics

Scende ruzzolando
dai tetti di lamiera
indugiando sulla scritta
“Bevi Coca Cola”.
Scende dai presepi vivi
appena giunge sera…
Quando musica e miseria
diventan cosa sola.
La gioia della vita.
La vita dentro agli occhi dei bambini denutriti,
allegramente malvestiti
che nessun detersivo potente può aver
veramente sbiaditi.
E corre sulle spiagge atlantiche
seguendo il calcio di un pallone,
per finire nel grembo di grosse mamme antiche
dalla pelle marrone.
E s’agita nel sangue delle genti dai canti
e dalle risa rinvigorite
che nessuna forza, per quanto potente, può aver
veramente piegate.

!!!ENGLISH!!!

Su Prince ci sarebbe davvero troppo da dire. Solo considerando la sua produzione musicale, tra il 1978 e il 2010 ha realizzato 35 album in studio (e non sono sicuro di aver contato bene), composti e arrangiati da lui nella quasi totalità dei brani. Niente male per uno che è anche produttore, attore, regista e sceneggiatore.

Tra i dischi più belli dell’eclettico e trasgressivo artista di Minneapolis figura senza dubbio Sign O’ The Times, scritto anche Sign “☮” the Times, pubblicato nel 1987. Esso si apre con l’omonimo pezzo, costruito su una base ritmica di batteria elettronica e basso. In questa versione live la chitarra è molto più distorta che nell’originale, dove ha un suono più funky. Personalmente apprezzo anche molto il testo. A voi!

Lyrics

Oh yeah
In france a skinny man
Died of a big disease with a little name
By chance his girlfriend came across a needle
And soon she did the same
At home there are seventeen-year-old boys
And their idea of fun
Is being in a gang called the disciples
High on crack, totin a machine gun

Time, time

Hurricane annie ripped the ceiling of a church
And killed everyone inside
U turn on the telly and every other story
Is tellin u somebody died
Sister killed her baby cuz she could afford 2 feed it
And were sending people 2 the moon
In september my cousin tried reefer 4 the very first time
Now he’s doing horse, it’s june

Times, times

Its silly, no?
When a rocket ship explodes
And everybody still wants 2 fly
Some say a man aint happy
Unless a man truly dies
Oh why
Time, time

Baby make a speech, star wars fly
Neighbors just shine it on
But if a night falls and a bomb falls
Will anybody see the dawn
Time, times

Its silly, no?
When a rocket blows
And everybody still wants 2 fly
Some say a man aint happy, truly
Until a man truly dies
Oh why, oh why, sign o the times

Time, time

Sign o the times mess with your mind
Hurry before it’s 2 late
Lets fall in love, get married, have a baby
Well call him nate… if it’s a boy

Time, time