Archivio per la categoria ‘Cantautori’

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Restiamo in Italia con il nostro giorno 179, alla scoperta di una rockstar 100% made in Italy.

Un curriculum artistico impressionante, che vanta una collaborazione da chitarrista con i Litfiba ed un’altra, in corso da anni, con Ligabue. E come se ciò non bastasse, tra una tournèè e l’altra ha avuto modo di incidere 3 album solisti, senza fermarsi mai.

“Cancellando Ogni Distanza” è un estratto dall’album “Nella Fretta Dimentico” di Federico Poggipollini, 11 tracce piene di rock and roll e qualche sfumatura blues. Un rock molto italiano, le influenze delle band in cui ha militato il chitarrista/cantante sono evidenti, ma non sono determinanti: creare nuovi suoni a partire dalla propria esperienza, l’essenza del musicista.

Via con il video!

CANCELLANDO OGNI DISTANZA – Testo

Se fossero i tuoi occhi
O come sei tu
A farmi stare bene
A farmi stare su
Sarebbe logico, facile, comprensibile
Sarebbe logico, semplice, inevitabile
E invece e il tuoi profumo
Che resta sulle mani
Ed io sento accanto anche quando ti allontani
Invece il tuo profumo
Che resta nell’aria
Che resta sulla pelle
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Se fosse la bellezza
O come sei tu
Che quando ti si vede non ti si scorda più
Sarebbe logico, facile, comprensibile
E invece e il tuoi profumo
Che resta sulle mani
Ed io sento accanto anche quando ti allontani
Invece il tuo profumo
Che resta nell’aria
Che resta sulla pelle
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Non so se sai che senza te non è lo stesso
Non so se sai che senza te
E invece è il tuo profumo
Che resta sulle mani
Ed io sento accanto anche quando ti allontani
E invece è il tuo profumo
Che resta nell’aria
Che resta sulla pelle
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza

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Torno a proporre oggi un altro di quei cantautori milanesi che hanno dato un contributo enorme alla musica italiana, alla nostra cultura, ponendo sempre un’attenzione particolare ai contenuti. Enzo Jannacci ha sempre proposto nella sua carriera un tipo di canzone che è un po’ anche cabaret. Arrangiamenti spesso influenzati dal jazz, genere che gli è caro, ritornelli coinvolgenti e testi carichi di ironia uniti a un largo uso del nonsense, nascondendo spesso significati ben più profondi. Parlare Con I Limoni è un esempio del suo stile e una critica negativa alla musica vuota di contenuti; la canzone, che dà anche il titolo all’album del 1987, contiene una dedica a Luigi Tenco.

Lyrics

Io, io e te, che guardi le mie rughe
io, io e te, che mangi le mie acciughe
eh….sei sempre lì a parlare dell’età
ma è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
ma è proprio necessario poi?
variare uno vario vario vario come me eh eh eh eh
eh eh eh che bella quella canzone…
che parla della pioggia, della Francia e non fa confusione
eh….in mezzo a tutta ‘sta ignoranza è facile anche dire
è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
tutto da dimostrare e poi?
che è vero, sì che è vero è vero è vero

che verrà il giorno che spariranno tutti i rompicoglioni, sì
io sarò pronto lì a parlare con i limoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia da sotto in su
uno che canta solo I love you
quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
una vita intera per rincorrere due o tre illusioni
uno che scappa, uno che grida,
uno che guida ma non si fida,
uno che scrive no con l’accento,
poi fa l’amore per il momento, no!

Sì, sì lo so, lo so, c’è la crema per le rughe
sì, sì lo so, c’è anche la crema per le acciughe, e allora?
e in mezzo a tutta ‘sta ignoranza è facile anche dire
è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
tutto da dimostrare e poi?
variare uno vario vario vario come me eh eh eh eh
eh eh eh uh…che bella quella canzone…
che parla della Francia, della pioggia e non fa confusione
e in mezzo a tutto ‘sto casino è facile anche dire
è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
tutto da dimostrare e poi?
se è vero, sì che è vero è vero è vero

che verrà il giorno che spariranno tutti i rumori
da un giorno all’altro sei lì a parlare con i limoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia da sotto in su
uno che canta solo I love you
quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
al mio amico Tenco non gli han fatto vedere neanche i limoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia di sotto in su
e tutti che cantano I love you, eh……….!

quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
al mio amico Gaber non gli han mai perdonato di aver fatto canzoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia da sotto in su
e tutti che cantano I love you!

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Con la canzone di oggi, per iniziare la settimana in allegria, facciamo un bel viaggio negli anni del Rock’n’Roll. Con le parole di Bernie Taupin, autore di quasi tutti i suoi testi, Sir Elton John celebra quegli anni con questa canzone coinvolgente e un po’ nostalgica, che diventerà uno dei suoi classici. Fu pubblicata come singolo alla fine del 1972 e nell’album Don’t Shoot Me I’m Only The Piano Player nel gennaio del 1973.

Nel testo viene citata la storica Rock Around The Clock, mentre il famoso vocalizzo in falsetto ricorda quello di Speedy Gonzales. Tutta per voi, e buona settimana!

Lyrics

I remember when rock was young
Me and Suzie had so much fun
holding hands and skimming stones
Had an old gold Chevy and a place of my own
But the biggest kick I ever got
was doing a thing called the Crocodile Rock
While the other kids were Rocking Round the Clock
we were hopping and bopping to the Crocodile Rock
Well Crocodile Rocking is something shocking
when your feet just can’t keep still
I never knew me a better time and I guess I never will
Oh Lawdy mama those Friday nights
when Suzie wore her dresses tight
and the Crocodile Rocking was out of sight
But the years went by and the rock just died
Suzie went and left us for some foreign guy
Long nights crying by the record machine
dreaming of my Chevy and my old blue jeans
But they’ll never kill the thrills we’ve got
burning up to the Crocodile Rock
Learning fast as the weeks went past
we really thought the Crocodile Rock would last

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Heroes è una canzone profonda e toccante, tra le più belle di David Bowie, scritta in un momento difficile della sua vita. Fu pubblicata nell’album omonimo del 1977 e costituì con esso una reazione ai suoi problemi personali legati ad alcool e cocaina. I protagonisti della canzone sono due amanti e lo sfondo è il muro di Berlino, città in cui Bowie in quel tempo abitava. Heroes è stata utilizzata tra l’altro nel film Christiane F. – Noi, I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino, in cui Bowie interpreta sè stesso (la protagonista è infatti sua fan) ed ha anche inciso una versione in tedesco, Helden.

Lyrics

 I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing will drive them away
We can beat them, just for one day
We can be Heroes, just for one day

And you, you can be mean
And I, I’ll drink all the time
‘Cause we’re lovers, and that is a fact
Yes we’re lovers, and that is that

Though nothing, will keep us together
We could steal time,
just for one day
We can be Heroes, for ever and ever
What d’you say?

I, I wish you could swim
Like the dolphins, like dolphins can swim
Though nothing,
nothing will keep us together
We can beat them, for ever and ever
Oh we can be Heroes,
just for one day

I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing will drive them away
We can be Heroes, just for one day
We can be us, just for one day

I, I can remember (I remember)
Standing, by the wall (by the wall)
And the guns shot above our heads
(over our heads)
And we kissed,
as though nothing could fall
(nothing could fall)
And the shame was on the other side
Oh we can beat them, for ever and ever
Then we could be Heroes,
just for one day

We can be Heroes
We can be Heroes
We can be Heroes
Just for one day
We can be Heroes

We’re nothing, and nothing will help us
Maybe we’re lying,
then you better not stay
But we could be safer,
just for one day

Oh-oh-oh-ohh, oh-oh-oh-ohh,
just for one day

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Giorgio Gaber è stato uno degli artisti più innovativi e originali che l’Italia abbia avuto negli ultimi decenni, la musica italiana gli deve tanto. Negli anni ’60 infatti era fortissima la tendenza a seguire il modello americano semplicemente imitandolo, ma Gaber e pochi altri hanno avuto il grande merito di conservare allo stesso tempo uno stile più europeo, soprattutto ispirato alla canzone francese. Viene a delinearsi così uno stile tradizionale e moderno, in più con testi che descrivono la realtà del tempo in modo anche molto diretto, ma spesso addolcito dall’ironia. Inoltre Gaber sarà anche in grado di rendere più efficaci i suoi spettacoli con l’introduzione del teatro canzone. C’era da aspettarselo da uno che nasce come chittarista jazz e poi diventa anche attore e commediografo!

La canzone di oggi è un suo piccolo capolavoro, ve la propongo in questa bellissima versione live:

Lyrics

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.