Pubblicato: 25 novembre 2011 da matteolapenna in Uncategorized
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!!!ENGLISH!!!

Restiamo in Italia con il nostro giorno 179, alla scoperta di una rockstar 100% made in Italy.

Un curriculum artistico impressionante, che vanta una collaborazione da chitarrista con i Litfiba ed un’altra, in corso da anni, con Ligabue. E come se ciò non bastasse, tra una tournèè e l’altra ha avuto modo di incidere 3 album solisti, senza fermarsi mai.

“Cancellando Ogni Distanza” è un estratto dall’album “Nella Fretta Dimentico” di Federico Poggipollini, 11 tracce piene di rock and roll e qualche sfumatura blues. Un rock molto italiano, le influenze delle band in cui ha militato il chitarrista/cantante sono evidenti, ma non sono determinanti: creare nuovi suoni a partire dalla propria esperienza, l’essenza del musicista.

Via con il video!

CANCELLANDO OGNI DISTANZA – Testo

Se fossero i tuoi occhi
O come sei tu
A farmi stare bene
A farmi stare su
Sarebbe logico, facile, comprensibile
Sarebbe logico, semplice, inevitabile
E invece e il tuoi profumo
Che resta sulle mani
Ed io sento accanto anche quando ti allontani
Invece il tuo profumo
Che resta nell’aria
Che resta sulla pelle
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Se fosse la bellezza
O come sei tu
Che quando ti si vede non ti si scorda più
Sarebbe logico, facile, comprensibile
E invece e il tuoi profumo
Che resta sulle mani
Ed io sento accanto anche quando ti allontani
Invece il tuo profumo
Che resta nell’aria
Che resta sulla pelle
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Non so se sai che senza te non è lo stesso
Non so se sai che senza te
E invece è il tuo profumo
Che resta sulle mani
Ed io sento accanto anche quando ti allontani
E invece è il tuo profumo
Che resta nell’aria
Che resta sulla pelle
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza
Cancellando ogni distanza

!!!ENGLISH!!!

Torno a proporre oggi un altro di quei cantautori milanesi che hanno dato un contributo enorme alla musica italiana, alla nostra cultura, ponendo sempre un’attenzione particolare ai contenuti. Enzo Jannacci ha sempre proposto nella sua carriera un tipo di canzone che è un po’ anche cabaret. Arrangiamenti spesso influenzati dal jazz, genere che gli è caro, ritornelli coinvolgenti e testi carichi di ironia uniti a un largo uso del nonsense, nascondendo spesso significati ben più profondi. Parlare Con I Limoni è un esempio del suo stile e una critica negativa alla musica vuota di contenuti; la canzone, che dà anche il titolo all’album del 1987, contiene una dedica a Luigi Tenco.

Lyrics

Io, io e te, che guardi le mie rughe
io, io e te, che mangi le mie acciughe
eh….sei sempre lì a parlare dell’età
ma è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
ma è proprio necessario poi?
variare uno vario vario vario come me eh eh eh eh
eh eh eh che bella quella canzone…
che parla della pioggia, della Francia e non fa confusione
eh….in mezzo a tutta ‘sta ignoranza è facile anche dire
è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
tutto da dimostrare e poi?
che è vero, sì che è vero è vero è vero

che verrà il giorno che spariranno tutti i rompicoglioni, sì
io sarò pronto lì a parlare con i limoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia da sotto in su
uno che canta solo I love you
quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
una vita intera per rincorrere due o tre illusioni
uno che scappa, uno che grida,
uno che guida ma non si fida,
uno che scrive no con l’accento,
poi fa l’amore per il momento, no!

Sì, sì lo so, lo so, c’è la crema per le rughe
sì, sì lo so, c’è anche la crema per le acciughe, e allora?
e in mezzo a tutta ‘sta ignoranza è facile anche dire
è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
tutto da dimostrare e poi?
variare uno vario vario vario come me eh eh eh eh
eh eh eh uh…che bella quella canzone…
che parla della Francia, della pioggia e non fa confusione
e in mezzo a tutto ‘sto casino è facile anche dire
è proprio necessario poi?
roba che mi domando e poi?
tutto da dimostrare e poi?
se è vero, sì che è vero è vero è vero

che verrà il giorno che spariranno tutti i rumori
da un giorno all’altro sei lì a parlare con i limoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia da sotto in su
uno che canta solo I love you
quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
al mio amico Tenco non gli han fatto vedere neanche i limoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia di sotto in su
e tutti che cantano I love you, eh……….!

quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
al mio amico Gaber non gli han mai perdonato di aver fatto canzoni
uno che è giallo, uno che è verde,
uno che grida ma non si arrende,
uno che piscia da sotto in su
e tutti che cantano I love you!

!!!ENGLISH!!!

Dopo due anni di tour e innumerevoli concerti in giro per l’Europa, le Crucified Barbara sono tornate nello studio di registrazione, ed in questi giorni stanno lavorando al loro terzo album.

Siamo stati abituati bene: i primi due cd sono un mix di hard rock e metal, i concerti sono un’esplosione di musica potente e carica. Il gruppo nasce nel 1998, le sonorità d’esordio sono hardcore/punk: è l’arrivo della cantante Mia Coldheart che porta le Crucified Barbara ad orientarsi su un genere più trash. La canzone di oggi fu il singolo d’esordio del primo album, “In Distortion We Trust”, ed è un pezzo che ci permette di farci un’idea sulla loro musica, almeno fino all’arrivo del prossimo cd.

Ecco a voi il pezzo di oggi!!!

LOSING THE GAME – Lyrics

You say it´s overkill
I say it is precision
Someday you will understand
I know you will

But you don´t get it
I don´t care
Yo, baby
You´re losing the game again
Yoú´re all out of coins

You´ve lost the game
I wasn´t born like this
No – I worked so hard
The blood and sweat that I put in
is the title on my card

You´re losing the game again
Yoú´re all out of coins
You´re losing the game
Come on yeah
You don´t get it
I don´t care
Yo, baby – you´ve lost the game

You suffocate me with your bad attitude
You´re like a lifetime of disease
I said: Hey babe cut it out
I´ll never do it as you please

But you don´t get it
I don´t care
Yo, baby
You´re losing the game again
You´re all out of coins
You´re losing the game again
Come on yeah
You don´t get it
I don´t care
Yo, baby
You´re losing the game again
You´re all out of coins
You´re losing the game again
Come on yeah
You don´t get it
I don´t care
Yo, baby
you´ve lost the game

!!!ENGLISH!!!

Con la canzone di oggi, per iniziare la settimana in allegria, facciamo un bel viaggio negli anni del Rock’n’Roll. Con le parole di Bernie Taupin, autore di quasi tutti i suoi testi, Sir Elton John celebra quegli anni con questa canzone coinvolgente e un po’ nostalgica, che diventerà uno dei suoi classici. Fu pubblicata come singolo alla fine del 1972 e nell’album Don’t Shoot Me I’m Only The Piano Player nel gennaio del 1973.

Nel testo viene citata la storica Rock Around The Clock, mentre il famoso vocalizzo in falsetto ricorda quello di Speedy Gonzales. Tutta per voi, e buona settimana!

Lyrics

I remember when rock was young
Me and Suzie had so much fun
holding hands and skimming stones
Had an old gold Chevy and a place of my own
But the biggest kick I ever got
was doing a thing called the Crocodile Rock
While the other kids were Rocking Round the Clock
we were hopping and bopping to the Crocodile Rock
Well Crocodile Rocking is something shocking
when your feet just can’t keep still
I never knew me a better time and I guess I never will
Oh Lawdy mama those Friday nights
when Suzie wore her dresses tight
and the Crocodile Rocking was out of sight
But the years went by and the rock just died
Suzie went and left us for some foreign guy
Long nights crying by the record machine
dreaming of my Chevy and my old blue jeans
But they’ll never kill the thrills we’ve got
burning up to the Crocodile Rock
Learning fast as the weeks went past
we really thought the Crocodile Rock would last